Il logo della Settimana Liturgica Nazionale

La grafica per la 68ª Settimana Liturgica Nazionale è stata progettata ed elaborata da Vincenzo Carotenuto.


Nel logo si evidenzia – circoscritto in tre fasce di colore giallo oro a gradazione, che simboleggiano l’Una, Indivisa e Santa Trinità – una stilizzazione del Cristo, il Vivente (cf. Ap 1,17-18): in lui è avvenuta «la nostra perfetta riconciliazione con Dio […] e ci è stata data la pienezza del culto divino» (SC 5). Egli è sempre presente nella Liturgia (cf. SC 7), che è celebrazione del suo Mistero pasquale.

Nello stesso tempo, la figura avvolta nei cerchi trinitari è l’uomo, siamo noi: uomini e donne vivi, innestati nel Vivente, che celebrano la Liturgia e i Sacramenti, i quali sono ordinati alla nostra santificazione, all’edificazione del corpo di Cristo e a rendere culto a Dio (cf. SC 59).

Alla base del logo si distingue, di colore bianco, una colomba. Oltre al simbolo di pace, la colomba è pure il simbolo dell’amore e della bellezza della sposa (cf. il Cantico dei Cantici). Ma la colomba ha da sempre anche il privilegio di rappresentare lo Spirito Santo. È chiaro che la terza persona della Trinità è ben oltre i simboli, siano pure indovinatissimi. Lo Spirito Santo non è qualcosa, è Qualcuno; non è un oggetto, è un Soggetto, ed è l’agente principale della Liturgia. Pensiamo soltanto all’epiclesi eucaristica, che raduna la Chiesa nella preghiera secondo lo Spirito. Da una parte lo Spirito Santo sostiene la Chiesa intercedendo perché essa, nella sua debolezza, non sa che cosa domandare (cf. Rm 8,26-27); dall’altra la Chiesa, sostenuta dallo Spirito Santo nella sua intercessione molteplice, si fa voce di tutte le necessità sue e degli uomini per ottenere quanto essi chiedono: la comunione del corpo ecclesiale al corpo sacramentale di Cristo. È questo Spirito, abisso ripieno di Amore, di Gioia, di Pace, di Sapienza, di Vita che ha guidato i 70 del CAL e lo stesso cammino della Riforma liturgica e che guiderà la Chiesa – semper reformanda – negli anni che ci stanno davanti.

Tutta la grafica è avvolta in un colore verde smeraldo. Verde non è soltanto il colore della speranza e della vitalità, ma rimanda anche all’equilibrio e simboleggia la perseveranza e la conoscenza superiore.






Il logo del CAL riportato sulla stola per la 68a Settimana Liturgica Nazionale

Sulla stola per la 68a Settimana Liturgica Nazionale di Roma, è riprodotto, in color oro, un elegante e composito Monogramma di Cristo, tratto dal Dictionnaire d’archéologie chrétienne et de liturgie (DACL), tomo I. p. I (1924) 17, riproducente quello rinvenuto su un sarcofago a Parigi nel 1871.



Il grafico è formato da una croce monogrammatica centrale che è il risultato delle due lettere iniziali del nome greco XPIƩTÓS, la X (chi) e la P (ro), così descritto dal pof. P. Testini, archeologo: il monogramma «si compone di una X aperta in forma di + … croce, nella cui asta verticale si innesta, fondendosi, il P, avente la curva superiore chiusa, altre volte aperta con un riccio terminale a foggia di minuscolo apice ». Nella nostra illustrazione appare ben chiara la fusione dell’asta verticale della croce con il P, che ha la curva superiore arricchita a sinistra da un apice.

Un secondo piccolo monogramma, in forma di stella, chiamata anche croce a sei corni cosmica, è inserito nel quadrante superiore di sinistra. Esso risulta dalla fusione delle iniziali dei nomi greci ἸHƩOÛS XPIƩTÓS, la I (iota) e la X (chi). Questi monogrammi vengono indicati più precisamente con il termine specifico di «chrismon» (o cristogramma), perché si riferiscono direttamente a Cristo. Il termine monogramma, infatti, è generico e si riferisce a tutte le sue realizzazioni, anche profane. Un terzo elemento nell’insieme simbolico è una piccola croce greca con i quattro bracci uguali che si trova in alto a destra, anch’essa viene considerata da qualche autore un tipo speciale di «chrismon».

Altro elemento simbolico sono le due lettere Alfa e Omega, poste sotto l’asta orizzontale del monogramma centrale; esse sono la prima e l’ultima lettera dell’alfabeto greco che troviamo in monogrammi di varie forme. Le due Lettere vengono poste in bocca a Cristo Signore nell’Apocalisse: «Io sono l’Alfa e l’Omega, il Primo e l’Ultimo, il Principio e la Fine» (Ap 1,8; 21,6; 22,13). Cristo è il centro e il senso della storia e tutta la ricapitola.

Questo complesso simbolico fu ritenuto adatto a illustrare plasticamente lo slogan «Cristo ieri, oggi e sempre» della Settimana Liturgica Nazionale di Bari (1978) che avrebbe trattato il tema dell’Anno liturgico e della sua spiritualità. Lo stesso quadro grafico poi venne scelto come stemma del CAL perché lo si vide idoneo a indicare simbolicamente la specifica finalità del CAL di condurre i fedeli ad approfondire, attraverso la liturgia, il mistero pasquale di Cristo.

Possa anche oggi e in futuro lo stemma del CAL costituire un efficace richiamo per tutti, pastori e fedeli, a un serio impegno nell’animazione liturgica delle comunità ecclesiali: «Una Liturgia viva, per una Chiesa viva» (68a Settimana Liturgica Nazionale 2017).